domenica 7 giugno 2015

Libro: Venti di Morte (parte 1°) di Steven Erikson

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Descrizione
L'Impero Letherii, guidato da governanti corrotti ed egoisti, si sta disgregando. Circondato da spie e da agenti del suo venale cancelliere, l'Imperatore Rhulad Sengar sta sprofondando nella follia. I complotti si moltiplicano. La polizia segreta imperiale lancia una campagna di terrore contro i sudditi. L'Errante, un tempo dio chiaroveggente, all'improvviso si ritrova accecato riguardo al futuro. Presaghe del caos, forze spaventose convergono da ogni dove sull'impero. Su questo sfondo infido e burrascoso, un gruppo di fuggiaschi cerca di abbandonare l'impero. Uno di loro, Fear Sengar, è in cerca dell'anima di Scabandari per salvare il fratello, l'Imperatore. Tuttavia con i fuggitivi viaggia anche il nemico più temibile di quest'ultimo: Silchas Ruin, fratello a sua volta di Anomander Rake. Le ferite non ancora rimarginate che reca sulla schiena gli furono inferte proprio dalle lame di Scabandari; e le sue intenzioni sono tutt'altro che chiare...


Avanziamo quindi con la splendida saga di Steven Erikson con questo “Venti di Morte” vol.1
Come al solito l’Armenia ha spaccato in due parti l’originale, anche se pare che alla fin fine questi mezzucci non le abbiano permesso ugualmente di sopravvivere. Agghiacciante poi la scelta di utilizzare la medesima copertina (come al solito già brutta di suo) con tonalità di fondo differenti per i due volumi. Come si fa, mi chiedo io, a lesinare a questo modo su quello che è il biglietto da visita di ogni romanzo?
Torniamo al testo piuttosto, visto che la discussione sulla mancanza di capacità imprenditoriali nell’editoria nostrana sarebbe lunga e svilente, che come al solito è invece l’ennesimo capolavoro.
Come oramai saprete il mondo ricreato dall’autore non è certo dei più semplici e gli imperi (vedi qui per riepilogo), i pantheon e le razze coinvolte sono ricchi di caratteristiche peculiari e vicissitudini per cui avendo letto il tutto nel corso di anni e non di seguito, il sottoscritto rischia di aver perso qualche passaggio… ad ogni modo segnalo un certo stordimento iniziale da infiniti nuovi personaggi, sempre intriganti, e dal riesumarne di vecchi che la memoria aveva cercato di rimuovere. Gli Dei soli sanno come Erikson riesca nel miracolo di generare sempre nuove caratterizzazioni di primissimo livello, originali e capaci di ispirare empatia sin dalle prime battute. Una cosa che ammiro nell’autore (fra le tante) è il fatto di non soffermarsi su una lunga caratterizzazione dell’aspetto fisico dei propri personaggi, lasciando ampio spazio all’immaginazione del lettore e concentrandosi piuttosto sul modo d’agire, sulle battute e sulle reazioni che creano in chi sta loro attorno, per definirli.
I livelli di epicità in questo “Venti di Morte”, così come nei precedenti lavori dell’autore, si riscontrano difficilmente in altri scrittori, con buona pace del pur eccelso G.R.R. Martin.
Icarium, Ben lo Svelto, Maschera Rossa, Toblakai, lo stesso imperatore spezzato e pazzo Rhulad Sengar trasudano carisma, e la lista potrebbe andare avanti per pagine e pagine.
Ammetto che dovrei rileggerla questa prima parte di Venti di Morte, perché gli eventi si susseguono a ritmo incalzante, andando a tirare le fila delle diverse vicende sin qui esposte da Erikson nei precedenti volumi. I nodi vengono al pettine come si suol dire e a farne le spese una volta tanto non sono solo i miseri mortali ma le diverse divinità costrette ad uscire allo scoperto e a dichiarare i propri limiti scendendo a patti. Insomma i temi sono molti ma è il fascino sprigionato dai personaggi a far da padrone sulla scena.
Ci troviamo nell’Impero Letheri, così torniamo dalle nostre vecchie conoscenze, i riuscitissimi Bugg e Theol Beddig, e quell’accozzaglia di governanti e faccendieri divorati dalla smania di arricchimento e onnipotenza (vi ricorda qualcosa?), costituito dalla corte del re pazzo Rhulad.
Le vicende che prevedono complotti intricatissimi orchestrati da uomini di potere, stregoni, Dei e quant’altro si inseriscono alla perfezione e in modo originale in questo regno nel quale ogni suddito assiste con impazienza e speranza alla gara folle indetta dal sovrano immortale: è stato Rhulad a ordinare ai suoi di girare il mondo in cerca di uno sfidante degno per lui.
Il suo popolo però non assiepa certo l’arena per tifare il proprio imperatore, ma ignora che fra gli sfidanti potrebbe essercene uno capace non sono di annientare l’immortalità di Rhulad ma la città intera.
Il volume, tranciato brutalmente nella versione italica, si conclude con uno spettacolare scontro campale che ci rende impossibile non correre in libreria a procurarci il seguito, sperando che l’Armenia o chi ne ha ereditato le spoglie fallimentari, non compia il delitto di non portare a termine la traduzione della miglior saga fantasy che io abbia mai vissuto. Sì perché le storie di Erikson prendono vita e lasciano uno strascico di emozioni che ritengo difficilissimo trovare altrove. Non si tratta di una semplice lettura ma di una narrazione coinvolgente che ricorda molto quella di un saggio che, in una notte fredda e cupa, condivide con noi la storia degli avi al cospetto di un fuoco magico.
Da non perdere!

domenica 24 maggio 2015

Ebook: La Svastica sul Sole di Philip Dick

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Al momento l'ebook è in offerta a 2,99 Euro

Trama: In una realtà in cui l’Italia non ha tradito l’Asse nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, le potenze uscite vincitrici sono altre rispetto a quelle che conosciamo, le parti sono capovolte. Il nazismo è dilagato in tutto il mondo, facendo della Germania la vera potenza dominatrice; l’impero giapponese governa la costa occidentale degli Stati Uniti, ormai smembrati in tre zone di influenza: gli Stati della costa occidentale, appunto, sotto il governo giapponese, quelli della costa orientale alle dipendenze dirette del Reich, e gli Stati delle Montagne Rocciose, una sorta di zona grigia di scarsa importanza situata come  cuscinetto fra le altre due.

domenica 10 maggio 2015

Ebook: I Mille Nomi di Django Wexler

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Sinossi:
La sonnolenta quotidianità in cui il capitano maggiore Marcus d'Ivoire e il suo piccolo esercito sono risucchiati, rassegnati a finire i propri giorni in un remoto avamposto, è stravolta dallo scoppio di una ribellione ai confini del Regno di Vordan, che li costringerà alla dura prova della difesa di una fortezza nel deserto. Winter Ihernglass si è arruolata nell'esercito fingendosi un uomo, con il solo scopo di sfuggire al suo passato. Coraggio e determinazione non le mancano, e insieme alla sua umanità le faranno ottenere in breve una promozione a luogotenente. I destini di questi due soldati e dei loro uomini dipendono dal colonnello Janus bet Vhalnich, il prescelto dal re per riprendere in mano le redini di una guerra che sembra perduta e ristabilire l'ordine. Il suo genio militare sembra non conoscere limiti, sotto il suo comando si assiste a un rovesciamento delle sorti. Marcus e Winter credono nel loro superiore e sono pronti a seguirlo fino alla fine, ma la loro fedeltà sarà messa a dura prova quando cominceranno a sospettare che le ambizioni dell'enigmatico colonnello vadano ben al di là del campo di battaglia, avvicinandosi pericolosamente al sovrannaturale...


Recensione:

Ho atteso parecchio prima di leggere questo romanzo e vi posso anche confessare la futile ragione per questa titubanza… che credibilità si può dare a un autore con questo nome?! Diamine, Django Wexler!? Parrebbe una trovata pubblicitaria di pessimo gusto a giudicare dagli pseudonimi utilizzati da tanti autori nostrani per irretire l’impreparato lettore, se non che Django Wrexler sembrerebbe essere il nome vero e proprio dell’autore, anagrafe alla mano…
Tanto di cappello alla mamma, allora, anche perché il mister non ha certo bisogno di questi mezzucci per conquistarci: I Mille Nomi è un gran bel romanzo. Un military fantasy con molto military e il giusto pizzico di fantasy, per la precisione. 

L’ambientazione è particolare sia come collocazione spaziale che temporale. Si può dire senza timore di offendere l’autore che il suo lavoro ricalca le peripezie della Legione Straniera, diciamo agli albori del XIX secolo, ovviamente per poi arricchire il tutto con pennellate di stregoneria e riti magici. Non ci troviamo quindi calati nel solito medioevo alternativo, bensì immersi in deserti torridi dalle sabbie grigie e opprimenti, al cospetto di moschetti e cannoni e polvere pirica, innanzi a formazioni a quadrato e a orde di tuareg rivisti per l’occasione e trasformati in desoltiani al comando di una leggenda vivente chiamata Spettro d’Acciaio a causa della maschera che porta sul volto e dell’apparente imbattibilità e ubiquità.

Riuscitissima anche la trasposizione dei diversi culti e dei diversi nemici contro i quali si trovano a confrontarsi i nostri eroi. Nemici che ben rappresentano le guerre tribali e le diverse fazioni che imperversano per queste lande inospitali e le cui risorse non sono sufficienti a sostentare la gente del posto, figurarsi un intero esercito invasore.

La riconquista e la restituzione del trono al “legittimo” Principe (cugino dell’imperatore peraltro e odiato da tutto il popolo), è solo un pretesto per una cerca ben più importante e misteriosa: quella dei Mille Nomi, che danno il titolo al romanzo e che rimane avvolta dal suo alone di mistero sin alla fine lasciando parecchie domande senza risposta. Sì, perché a sorpresa, per quanto mi riguarda almeno, il romanzo non è affatto conclusivo. La storia ha un suo epilogo, ma la trama generale non viene affatto espletata in questo romanzo, lasciandoci con l’amaro in bocca, in attesa che Django sforni il sequel (appena uscito anche in italiano, ora che vedo, col titolo “Il Trono Ombra”).

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Personaggi ben definiti, sfaccettati e credibili (anche se la meritocrazia che pare esserci all’interno dell’esercito di Vordan ha dell’utopistico, concedetemelo) rendono il narrato particolarmente coinvolgente, spingendo persino il sottoscritto a fare il tifo per “i buoni”, cosa quantomai rara.

Intrallazzi e giochi di potere si stagliano sullo sfondo, ambientati nella lontana patria dei protagonisti, il fantomatico “Impero” al quale Django ci fa dare solo una sbirciatina immaginaria grazie alle imbeccate del colonnello e di un personaggio mite e all’apparenza secondario come la copista inviata al suo seguito.
Avremo modo di conoscere meglio questo Impero e i suoi protagonisti dai prossimi volumi di questa saga, perché non v’è dubbio che dovrò trovare il tempo per portarne a compimento la lettura. 
Consigliatissimo, una vera sorpresa!

domenica 26 aprile 2015

Disfida nr. 18: Dormire, morire, forse sognare di Emilio Ilardo



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•             Titolo opera: Dormire, morire, forse sognare

•             Autore: Emilio Ilardo

•             Formato: ebook

•             Genere: commedia/drammatico

•             Prezzo: EUR 2,99



•             Sinossi: 

“E’ vero, voi giovani state sempre seduti” disse con la sua voce rauca “senza fa nù cazz” e qui ci fu la pausa teatrale del personaggio. Inspirò rumorosamente, entrò meglio nella parte e partì a parlare della sua famiglia... 

Giulio, precario napoletano, vive il suo lavoro sopraffatto da prepotenze e malasorte. Sono quasi le venti, quando si ritrova disteso in strada in stato confusionale. Inizia, così, un viaggio tra i ricordi della giornata nel tentativo di capire cosa gli sia successo.



•             Note/commenti/finalità dell'Autore

Emilio Ilardo è nato a Napoli e vive in giro tra l’Italia e il Medio Oriente. Autore di racconti e libero pensatore ha coltivato fin da giovanissimo una forte passione per la dialettica. La sua finalità è quella di inspirare un sorriso e qualche riflessione non pretenziosa.



•             BIG da sfidare: 





Il paradiso degli orchi di Daniel Pennac

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sabato 11 aprile 2015

Romanzo: Il richiamo delle spade di Joe Abercrombie

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Titolo: Il Richiamo delle Spade

Autore: Joe Abercrombie

Saga: La Prima Legge

Genere: Fantasy

Sinossi:

Logen Novedita, il famigerato guerriero, ha infine esaurito la sua fortuna. Si è fatto un nemico di troppo e ora ha davanti a sé un futuro solitario e cupo, in cui da un momento all'altro potrebbe ritrovarsi a guardare la morte in faccia per l'ultima volta. Ma saranno proprio i morti a offrirgli un'ultima opportunità, perché qualcuno, là fuori, ha ancora dei progetti per il Sanguinario. Il Capitano Jezal dan Luthar, modello di egoismo e vanità, ha in mente poco altro che banali sogni di gloria, da far avverare in duello a colpi di spada. Ma la guerra è alle porte, gli eserciti si mobilitano e sui campi di battaglia del gelido Nord si combatte con regole terribilmente cruente. L'Inquisitore Glokta, carnefice storpio, sarebbe contento di veder tornare i resti del Capitano Jezal in una cassa, ma d'altro canto lui odia chiunque non sia stato ridotto nelle sue condizioni. Confessione dopo confessione, senza lasciar spazio a nessun sentimento se non al rancore, elimina i traditori in seno all'Alleanza, ma la sua ultima scia di cadaveri potrebbe condurlo dritto al cuore corrotto del governo. Se soltanto potesse sopravvivere abbastanza a lungo da poterla seguire...

Recensione:

Sono leggermente in difficoltà a recensire questo primo volume della Saga della Prima Legge di Joe Abercrombie e vi spiegherò subito il motivo.
Di questo autore avevo letto in precedenza “The Heroes”, visto che era stato il suo primo romanzo tradotto in italiano da Gargoyle Books.
In molti avevano gridato allo scandalo, poiché “The Heroes”, romanzo autoconclusivo, era successivo alla trilogia della Prima Legge e quindi la scelta della casa editrice italica appariva insensata, al limite della follia (come d’altronde è spesso prassi dalle nostre parti).
Ebbene, questa volta invece mi devo proprio schierare con Gargoyle.
A mio avviso il primo tomo della Saga, “Il Richiamo delle Spade” appunto, avrebbe “bruciato” Abercrombie, nel senso che questo volume è molto lento, certo ha molti pregi, li analizzerò più avanti, ma rimane una lunga introduzione senza eventi di un certo calibro a giustificarne le quasi 600 pagine.
Insomma, nulla di trascendentale e che avrebbe potuto far accantonare l’autore fra i mille altri.
Di tutt’altra pasta è invece il romanzo Gli Eroi, una cavalcata stordente (nel senso buono), fra i ranghi opposti in una battaglia epica di tre giornate sanguinosissimi e avvincenti dall’inizio alla fine.
Bene ha fatto quindi Gargoyle a mostrarci anzitutto il meglio di un autore che grazie a quel romanzo è divenuto di certo uno dei miei preferiti e che quindi si è conquistato la mia fiducia a prescindere dal mezzo fiasco (date le elevate aspettative) di questo “Il Richiamo delle Spade”.
Ma analizziamolo questo romanzo.
Dell’Abercrombie che ho conosciuto in “The Heroes” rimane sicuramente il cinismo di fondo che permea tutto e tutti.

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L’abilità dell’autore di dissacrare tutto ciò che c’è di più intoccabile nel fantasy classico è innegabile e i suoi personaggi sono a mio avviso molto originali e ben curati. Personalmente adoro tutti i “nominati” appartenenti al barbari del nord e li trovo riuscitissimi.
I loro dialoghi sono ironici e realistici, mostrando appieno l’abilità dell’autore nel trasporre in modo chiaro e credibile l’ideologia alla base di quel popolo.
Poi abbiamo l’inquisitore storpio, astro nascente dell’Impero, campione di spada e al tempo amato e idolatrato sia dalle alte sfere che dal popolino, ma caduto anzitempo in declino a seguito della lunga prigionia sotto un popolo nemico, durante la quale ha subito torture atroci che l’hanno sfigurato.
L’aver servito la propria patria è stata quindi la sua rovina, una colpa pagata col dolore fisico permanente e il disprezzo di chi un tempo lo osannava. Ottimo personaggio anche questo. Ma molti altri spiccano per particolarità e profondità, quindi da questo punto di vista non ci sono problemi. Ciò che mi ha deluso è la lentezza della narrazione, nel corso delle quasi seicento pagine non accade nulla di eclatante, rimandando tutti gli eventi ai seguenti libri e questo è un vero peccato dal mio punto di vista, perché non tutti i lettori sono disposti a concedere fiducia agli autori mentre Abercrombie a mio avviso se la merita avendo fornito al fantasy un nuovo volto, caustico e sferzante con una prosa asciutta e diretta senza troppi fronzoli. Una prosa che calza alla perfezione per la sua visione cruda dei mondi che genera, ma che in questo primo volume si apprezza meno data la mancanza di eventi scatenanti.
Sono certo che dal prossimo però, quanto faticosamente seminato in questo romanzo, sboccerà dando vita qualcosa di ben più coinvolgente. 

sabato 4 aprile 2015

Disfida nr. 17: ISTERIA.COM di Sergio L. Duma

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Titolo: ISTERIA.COM
Autore: Sergio L. Duma
Casa editrice: Inspired Digital Publishing
Formato: ebook
Genere: Thriller/Noir
Prezzo: € 1,99

Sinossi:
ISTERIA.COM è ambientato in un’università e la narrazione è affidata a diversi personaggi che a turno descrivono ciò che vedono e fanno. A volte alcuni di loro si esprimono con e-mail e comunicano tramite le chat e il testo è caratterizzato da una continua, a tratti esasperata, differenza stilistica ed espressiva. Le università sono luoghi di studio e di sapere o almeno è questo ciò che dovrebbero essere. 

domenica 22 marzo 2015

Ebook: American Gods di Neil Gaiman

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Sinossi

Appena uscito dopo tre anni in carcere, Shadow fa conoscenza con un enigmatico Mister Wednesday che gli offre di lavorare per lui. Rimasto senza risorse né famiglia, Shadow finisce per accettare. Ma ci metterà ancora qualche tempo per capire chi sia davvero il suo boss: Odino, la somma divinità del pantheon nordico, arrivato in America con una nave di vichinghi e che ora tira a campare come può. Come lo slavo Chernobog, ridotto a vivere della pensione maturata negli anni di lavoro al macello di Chicago, come l'africano Anansi, come la celtica Easter e la mediterranea Bilquis che batte i marciapiedi di Hollywood, come tutte le divinità maggiori o minori, dimenticate in un mondo che venera altri dèi, più belli e nuovi.